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	<description>neolaureati verso la Spagna</description>
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		<title>Estate!</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 15:41:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E sono trascorsi due mesi da quando anche io sono arrivata a Málaga. E oggi è il primo giorno d&#8217;estate. Dovremmo essere a mare, ma il caldo e la voglia di oziare tutto il giorno hanno avuto la meglio. E anche se è una domenica pomeriggio e non sto facendo nulla di particolare, sono FELICE. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E sono trascorsi due mesi da quando anche io sono arrivata a Málaga. E oggi è il primo giorno d&#8217;estate. Dovremmo essere a mare, ma il caldo e la voglia di oziare tutto il giorno hanno avuto la meglio. E anche se è una domenica pomeriggio e non sto facendo nulla di particolare, sono FELICE. Ed è inutile spiegare i motivi, non è necessario.</p>
<p>Questo blog è nato perchè volevamo raccontare il nostro sogno e la nostra corsa verso di esso. È nato per raccontarvi la Spagna vista dagli italiani, ma anche l&#8217;Italia vista dagli spagnoli (e qui ce ne sarebbe da scrivere). È nato per raccontare le nostre esperienze ed è quello che faremo, sperando di farlo con più costanza di quanto abbiamo fatto fino ad adesso. Málaga non è una città grandissima, ma ha sicuramente tanta voglia di crescere, tanto che è candidata ad essere la capitale europea della cultura nel 2016. È una città sempre in movimento, di giorno e di notte. Se giri per le strade e per i locali, a partire dalle 13 fino a notte inoltrata, sembra che la crisi qui sia l&#8217;ultimo dei problemi dei malagueni. I bar sono sempre pieni. Ed io che pensavo che le tapas fossero solo un&#8217;invenzione commerciale. Ma quando mai. È uno stile di vita. E per girare di locale in locale non devi avere necessariamente tanti soldi. Con 5 euro puoi andare in tre locali diversi, prendere tre birre e tre tapas. È un modo di socializzare e di distrarsi dai problemi quotidiani. E la gente, mioddio. Io la adoro&#8230; mi sembrano tutti pazzi. Non che sia molto diversa da quella di Palermo. Di stranezze che abbiamo visto per strada e che racconteremo ce ne sono tantissime, però ci fanno divertire e sorridere. Come la tipa di un locale in cui siamo stati ieri sera, che sembrava un travestito e ubriaco e che ha una risata fenomenale. Come Angel, che abbiamo conosciuto con un annuncio di intercambio per praticare lo spagnolo, ma che non sa parlare una parola di italiano, però gli piace conoscere la gente. Da raccontare abbiamo tantissime cose, dalla spesa, alle nostre uscite, alla gente che conosciamo, al mercato, alle abitudini della gente, ai piatti strani&#8230; Senza perdere di vista l&#8217;obiettivo fondamentale che vogliamo raggiungere qua: il lavoro. Nemmeno qui è molto facile trovarne uno, ma vogliamo provarci, sarebbe stupido non farlo e abbandonare proprio adesso.</p>
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		<title>Semana Santa: facile a dire Pasqua a Malaga</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 19:29:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Dalla mia posizione di italiano all&#8217;estero è normale che venga fuori un post sulla Pasqua a Malaga, facendo gli opportuni confronti con quelli della città natia. Magari ci si aspetta anche che questo venga fuori qualche giorno dopo la festa, invece non è così semplice, c&#8217;è bisogno di tempo per digerire questa esperienza.
La difficoltà nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/micheleska/"><img class="alignleft" style="margin: 15px;" title="semana santa malaga" src="http://farm4.static.flickr.com/3299/3434492391_4d9a01f8c5_m.jpg" alt="" width="180" height="240" /></a></p>
<p align="justify">Dalla mia posizione di italiano all&#8217;estero è normale che venga fuori un post sulla Pasqua a Malaga, facendo gli opportuni confronti con quelli della città natia. Magari ci si aspetta anche che questo venga fuori qualche giorno dopo la festa, invece non è così semplice, c&#8217;è bisogno di tempo per digerire questa esperienza.<br />
La difficoltà nel comprenderla e riassumerla non sta tanto nella sua differenza ma tanto nella sua complessità.</p>
<p align="justify">Innanzi tutto qui parlare di Pasqua, è riduttivo, si parla di Settimana Santa (<em>semana santa</em>). Tra i religiosi e quelli che hanno fatto il catechismo come si deve potrebbero dire che anche i cattolici italiani celebrano tutta la settimana che va dalla Domenica delle palme (<em>domingo de ramo</em>) alla Domenica di Pasqua (<strong>domingo de resurreción</strong>), ricordando giorno per giorno la<strong> Passione</strong> del Cristo nella <strong>Via Crucis</strong>, ma questo oggi giorno avviene solo dentro le chiese, intimità tra i fedeli.<br />
Qui in Andalusia (più che in tutta la Spagna) questa settimana è molto più particolare e partecipata.<br />
Ogni domenica di quaresima è possibile incontrare per le strade delle città le varie processioni delle confraternite, e fu così che cominciai.</p>
<p align="justify">La domenica prima di quella delle palme andai a fare un giro per il centro e aggirandomi tra le strade vidi della gente ferma al bordo del marciapiede, ferma, a guardare tutti verso la stessa direzione. Capendo che si trattasse di qualche manifestazione, probabilmente legata alla Pasqua mi fermai per curiosare.<br />
Non essendo particolarmente credente mi sono documentato lì per lì poco, dato che quello che avevo visto non era molto differente da quello che avevo potuto vedere nella mia vita a Palermo.<br />
In realtà questa processione di una domenica qualsiasi nella quaresima a Palermo la fanno nella Settimana Santa.<br />
Dalla domenica delle Palme alla Pasqua, invece, comincia uno spettacolo unico che merita di analisi etnoantropologiche molto più serie e profonde di quelle che può fare uno sbarbatello come me.<br />
Lo spettacolo consiste nella sfilata di circa <strong>40 processioni delle altrettante confraternite</strong>, ognuna contraddistinta dal suo trono e dai suoi colori, dai suoi simboli.</p>
<p align="justify">
Manifestazioni del genere avvengono <strong>per tutta l&#8217;Andalusia</strong> e sono attrattive per i turisti che città come <strong>Malaga e Siviglia</strong> non si lasciano di certo sfuggire, mentre i piccoli paesi attraggono gli andalusi di Malaga e Siviglia che già conoscono quelle della propria città, ma per vedere delle processioni così non era necessario venire fino a qui, dato che gli spagnoli ci hanno lasciato in eredità questo costume conservato ancora oggi nelle <strong>Processione dei Misteri di Trapani</strong>.
</p>
<p align="justify">
Alcuni membri delle confraternita di turno accompagnano il primo trono raffigurante una fase della Passione, indossando delle tuniche che le contraddistinguono immediatamente dalle altre confraternite. Visto che le confraternite sono circa una quarantina per contraddistinguersi non basta semplicemente cambiare i colori delle tuniche, ma c&#8217;è in gioco una combinazione di colori e particolari che confondono il turista sprovveduto.<br />
La maggior parte dei <strong>copricapo</strong> sono <strong>a punta</strong> come quelli indossati dal Kux Klux Klan e sotto questi abbiamo donne e uomini di diverse età. A capo scoperto partecipano anche dei bimbi piccoli.<br />
Durante la sfilata di questi incappucciati i bambini che assistono corrono verso loro per farsi regalare la cera del cero che questi portano durante la processione. I bambini così arrivano al giorno della Pasqua con una <strong>palla di cera</strong> più grande a seconda della loro partecipazione alle processioni e aggiungo io alla loro timidezza.<br />
Dopo questi e il trono, segue una serie di altri responsabili in vestito classico a rappresentare la confraternita e a presentare il trono con la Vergine seguita ancora dalla banda.<br />
La cosa che più mi ha sorpreso di questo evento è che <strong>la gente aspetta la Vergine più che</strong> il povero <strong>Gesù</strong> che in quei giorni sta subendo il suo calvario.<br />
La vera star della processione è lei, gli applausi, i baci e la commozione, per lei così bella e così uguale a se stessa. E la cosa non cambia nemmeno il giorno della Resurrezione, nonostante sia Gesù a Risorgere è la Madonna a beccarsi più applausi.<br />
Alcuni dei fedeli, che partecipano alla “coreografia” della processione, come altri che semplicemente la seguono, portano come voto una benda nera sugli occhi.
</p>
<p align="justify">
Una manifestazione così articolata e complessa non si comprende guardandola una volta sola o leggendo qualche guida, ma bisogna viverla, trono dopo trono, nei vari angoli della città, senza accontentarsi che passino tutte dalla strada principale che porta alla cattedrale, luogo di conclusione della processione.
</p>
<p align="justify">
<strong>L&#8217;organizzazione</strong> di questa manifestazione <strong>è impeccabile</strong>, non solo nella cerimonia, ma anche logisticamente, infatti per le vie e le strade principali vengono disposte file e file di sedie e le piazze vengono corredate di spalti che la gente può affittare in abbonamento o la sera stessa.<br />
In ogni sedia appeso c&#8217;è un sacchettino di plastica per la spazzatura e delle volontarie che periodicamente passano a rifornire gli spettatori.
</p>
<p align="justify">
L&#8217;intera Semana Santa è stata partecipata da malagueñi e turisti, religiosi e non e che lascia fiorire considerazioni filosofiche sulla religione e l&#8217;identità che mi riservo per altri spazi e altri tempi.
</p>
<p align="justify">
<strong>ps: però non festeggiano la pasquettaaaaaaaaaaaaa!!!!</strong></p>
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		<title>La comida</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 00:59:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(La comida si traduce letteralmente in italiano con &#8220;il  cibo&#8220;, ma credo che il modo più fedele per tradurlo sia proprio il palermitano &#8220;u manciari&#8220;. Chi conosce un po&#8217; delle due lingue capirà la precisazione linguistica.)
Appena arrivato a Màlaga trovai un simpatico professore d&#8217;italiano ad accogliermi e ospitarmi i primi giorni e la sera stessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_32" class="wp-caption aligncenter" style="width: 298px"><a rel="attachment wp-att-32" href="http://cervellinfuga.altervista.org/wordpress/2009/04/06/la-comida/immag0015/"><img class="size-full wp-image-32" title="Disgusto al supermercato" src="http://cervellinfuga.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/immag0015.jpg" alt="Disgusto al supermercato" width="288" height="384" /></a><p class="wp-caption-text">Disgusto al supermercato</p></div>
<p>(<em>La comida</em> si traduce letteralmente in italiano con &#8220;<em>il  cibo</em>&#8220;, ma credo che il modo più fedele per tradurlo sia proprio il palermitano &#8220;<em>u manciari</em>&#8220;. Chi conosce un po&#8217; delle due lingue capirà la precisazione linguistica.)</p>
<p>Appena arrivato a Màlaga trovai un simpatico professore d&#8217;italiano ad accogliermi e ospitarmi i primi giorni e la sera stessa in cui arrivai mi preparò una paella “mangiabile, come la farebbe uno studente”.<br />
Sistemati i bagagli nella stanza andai in cucina per socializzare un po&#8217; e vidi che mise nel microonde due contenitori sigillati che dopo un po&#8217; scoprii essere riso precotto!<br />
Vabbe&#8217; forse da uno scapolone me lo potevo anche aspettare per una paella da preparare in poco tempo e in fondo il sapore non era affatto male, ma onestamente non so se a Palermo si vendano porzioni di riso precotto.</p>
<p>Dopo aver trovato casa, potevo finalmente fare la mia spesa, così ancora una volta sistemo i bagagli e scendo al supermercato più vicino a comprare almeno le cose indispensabili, come la pasta, il sale, l&#8217;olio, qualche condimento e l&#8217;acqua minerale.<br />
Proprio le cose basilari, no? No!<br />
Cominciamo con la pasta: sapevo benissimo che nessuno mangia tanta pasta quanto noi italiani, avevo pure provato a spiegarlo a mia madre una volta, ma con poco successo. Per lei non si può non mangiare la pasta, se non la mangi a pranzo la devi mangiare la sera, perché la pasta ci vuole!<br />
Così la pasta è la prima cosa che cerco e con grande dispiacere, ma non sorpresa, trovo poco assortimento a prezzi due volte quelli italiani, infatti se il prezzo per pacco è supergiù lo stesso, il pacco qui è da mezzo kilo.<br />
Rassegnandomi compro mezzo kilo di maccheroncini e mezzo di spaghetti (fini!) e mi butto alla ricerca dei condimenti.<br />
La prima cosa che cerco è (ovviamente) il sugo di pomodoro e arrivato allo scaffale comincio a guardare le etichette: Tomate Frito, Tomate Frito, Tomate Frito. Ma tomate che sia normale, senza che sia già soffritto si può avere?<br />
Già qualche anno fa facendo la spesa a Madrid l&#8217; amica che mi ospitava mi aveva detto di non comprarlo perché non è come il nostro sugo, ma è già soffritto, pronto da riscaldare. Ora, il tomate frito è sugo di pomodoro già soffritto e non è detto che questo soffritto debba piacerci come non è detto che debba disgustarci. Io però sono un un po&#8217; viziato a tavola e preferisco non comprarlo, odio aglio e cipolla e potrei non gradire condimenti particolari.<br />
Compro un ragù bolognese barilla, compro italiano e mi metto al sicuro, ma questo non basta, serve almeno del tonno. Tonno che poi scopro troppo duro per farci la pasta (proverò a cambiare marca&#8230;).</p>
<p>In casa vivo con la proprietaria e il fidanzato, entrambi spagnoli, e una ragazza francese, anche lei tirocinante,  da cui speravo di apprendere la loro arte culinaria, e invece scopro che cucinano una o due volte alla settimana e poi riscaldano tutto al microonde e l&#8217;unico scemo che cucina tutti i giorni, due volte al giorno è il sottoscritto che si fa la pasta a pranzo e la carne la sera, mi pelo le patate e mangio pane&#8230; parliamo di pane?<br />
A casa di Victor avevo visto tanto pane, di quello a fette che una volta aperta la busta diventa gomma nel giro di due giorni nonostante la quantità di pane in quella busta sia almeno per due settimane. Anche il pane qui non costa poco; pago cinquanta centesimi un panino poco più grande di una nostro semprefresco e credo di dovermi rassegnare al pane in busta.<br />
Qui in questa casa non ho visto mai nessuno tagliasi due fette di pane.<br />
Fortunatamente le mie prime esplorazioni malagueñe si concentrano nei supermercati e nei centri commerciali e in uno di questi scopro Eroski, un ipermercato che ha di tutto, anche il pomodoro non soffritto, più tipi di pasta in confezioni da un kilo e anche pane in offerta (che io taglio e surgelo).<br />
Purtroppo si proprio di tutto, anche cose che non avrei mai immaginato come il brodo in tetrapack e la salsa pronta per fare la carbonara!<br />
Ora io non sarò un bigazziano, ma la salsa della carbonare già pronta no&#8230; e fatta con la panna per giunta&#8230; no cari miei spagnoli, questa non ve la perdono, vi farò mangiare io la Carbonara con la C maiuscola!</p>
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		<title>Mestizaje</title>
		<link>http://cervellinfuga.altervista.org/wordpress/2009/03/28/mestizaje/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 23:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cervellinfuga</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo cervello è partito, sta già a Màlaga da 10 giorni e non ha scritto nulla sull&#8217;avventura che l&#8217;ha portato qui né di come sono andati su questo blog, ma sento che è il momento di farlo, di scrivere qualcosa sulla mia condizione di cervello italiano in Spagna.
Come sono andati i miei primi 4 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo cervello è partito, sta già a Màlaga da 10 giorni e non ha scritto nulla sull&#8217;avventura che l&#8217;ha portato qui né di come sono andati su questo blog, ma sento che è il momento di farlo, di scrivere qualcosa sulla mia condizione di cervello italiano in Spagna.</p>
<p>Come sono andati i miei primi 4 giorni e altre riflessioni le potrete leggere nel <a title="blog di michele" href="http://norton.wordpress.com" target="_blank">mio blog personale</a>, e  da oggi in poi lì scriverò solo personalissime sensazioni, mentre qui di come un italiano come me si sente in Spagna.</p>
<p><strong>Mestizaje</strong> è una parola non facile da pronunciare quando si comincia a studiare spagnolo, eppure, grazie agli Ska-P è stata tra le prime parole che ho imparato.<br />
Mestizaje letteralmente significa “meticcio”, ma il modo più corretto per tradurlo è il famoso “<em>melting pot</em>”.<br />
Personalmente sono cresciuto in una comunità multietnica, il melting pot per me è essalutamente naturale, compagni di classe marocchini, indiani, amici di mio padre filippini, mauriziani e tunisini, ma solo in questi giorni vi sento nel pentolone del melting pot, forse perché stavolta anche io sono un <em>extranjero</em> in mezzo agli altri.<br />
Parlo in particolare della lezione di spagnolo, il livello è A2, quindi ancora base, e ci sono persone di tutte le nazionalità, sud africani, asiatici, un tipo che sembrava un vichingo, io e chissà che altre nazionalità ancora.<br />
A sentire leggere in spagnolo un ragazzo cinese o giapponese che sia sembra di essere al Quizzettone quando facevano leggere i proverbi in italiano ai turisti giapponesi.<br />
Il giorno dopo sono costretto dal lavoro ad andare alle lezione di spagnolo B1 e ovviamente anche lì siamo tutti extranjeros, ma siamo molto meno e soprattutto ci sono meno uomini e meno cinesi e africani, questo mi fa pensare che imparato il linguaggio base del livello A2 molti non continuino più a studiare e si accontentino di imparare con la pratica.<br />
Infondo se vivi e lavori in Spagna con il livello A2 hai buone basi per parlare un buon spagnolo, inoltre le lezioni sono esclusivamente in spagnolo e non potrebbe essere altrimenti in quanto la professoressa dovrebbe conoscere tutte le lingue dei partecipanti.<br />
<strong>Mestinzaje? Beh, ci sono dentro!</strong></p>
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		<title>Consigli su Barcellona</title>
		<link>http://cervellinfuga.altervista.org/wordpress/2009/01/23/consigli-su-barcellona/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 15:18:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cervellinfuga</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver pubblicato il nostro racconto su turistipercaso ho ricevuto già due richieste d&#8217;aiuto,  alle quali sono stata felicissima di rispondere. Non saranno tante, ma è sicuramente un riscontro positivo che  otteniamo alla nostra idea. Adesso pubblicherò le loro domande e le mie risposte, sperando che possano tornare utili  a chiunque voglia fare un bel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver pubblicato il nostro racconto su <a title="turistipercaso: Barcelona - Like a jewel in the sun" href="http://www.turistipercaso.it/viaggi/itinerari/testo.asp?ID=20172">turistipercaso</a> ho ricevuto già due richieste d&#8217;aiuto,  alle quali sono stata felicissima di rispondere. Non saranno tante, ma è sicuramente un riscontro positivo che  otteniamo alla nostra idea. Adesso pubblicherò le loro domande e le mie risposte, sperando che possano tornare utili  a chiunque voglia fare un bel viaggetto a Barcellona.</p>
<blockquote><p>Antonio scrive:<br />
<em>&#8220;Ciao, ho letto con piacere il racconto del vostro viaggio a Barcellona molto ben descritto e molto dettagliato.Io sto proggrando di andare a visitare questa bellissima citta per la primavera, e ti volevo chiedere maggiori info sull&#8217;hotel dove avete alloggiato voi. Si puo&#8217; prenotare da internet, vi siete trovati bene,lo consiglieresti. Io non ho grosse pretese per l&#8217;alloggio.<br />
Ti ringrazio se mi risponderai&#8230;ciao.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Allora, per quanto riguarda la nostra pensione:<br />
è la Pension Norma e l&#8217;abbiamo trovata attraverso il sito <a title="barcelona30" href="http://www.barcelona30.com/it/">barcelona30</a><br />
Inserisci il periodo in cui vuoi alloggiare e poi ordini le offerte per prezzo e prenoti quella  che preferisci maggiormente. Noi abbiamo preso la camera doppia con bagno privato e ci è convenuto  spendere un paio di euro in più rispetto ad una camera con bagno in comune ad altri.  Per quanto<br />
riguarda la pensione non è molto grande, però il personale è molto gentile e soprattutto molto puliti:  le pulizie della camera vengono fatte ogni giorno. Si trova vicino la fermata metro Fontana e a piedi  puoi raggiungere sia casa Batllò che casa Milà, ci sono solo 5-10 minuti di strada; se trovi delle bellissime  giornate come quelle che abbiamo trovato noi, è davvero un piacere camminare a piedi, perchè hai la possibilità  di vedere tante piccole particolarità dell&#8217;architettura delle case. Tutte bellissime. L&#8217;unico aspetto negativo  della pensione è quello di trovarsi ad un quarto piano senza ascensore, ma alla fine non pesa più di tanto.</p>
<blockquote><p><em>Enrica, invece, ci chiede:<br />
&#8220;Ciao,  volevo chiederti se possibile avere alcune info. RYANAIR.<br />
Anche per noi è la stessa cosa, è da tempo che cerco voli a prezzi bassi, ma fare coincidere possibilità di ferie  e prezzi non è poi così semplice. Ho visto per maggio dei voli a costo 0 a cui aggiungere le tasse per un costo<br />
totale di A/R di 40,00 euro a testa. Ma senza bagaglio e check-in on-line cosa s&#8217;intende?  Oltre al costo di check-in  ci sono altre spese? Ho trovato inoltre un hotel in zona MM Rocfort, secondo te è troppo fuori dal centro o può andare bene.  Ti ringrazio per i consigli che mi vorrai dare e ti auguro una buona giornata.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Ciao, lo so che è difficile far coincidere i periodi delle offerte con quelli del lavoro, però dato che noi spendevamo  solo 20 € a persona ci abbiamo provato. Allora, per quello che riguarda comunque Ryanair ti posso dire che quando fai il biglietto on line ci sono le varie spese  che si aggiungono al costo del biglietto, che in questo caso è pari a 0. Quando vai avanti nella prenotazione però,  puoi togliere una serie di opzioni che fanno lievitare le tasse incluse. Se metti l&#8217;pzione &#8220;senza bagaglio e ceck-in on line&#8221; significa che l&#8217;unico bagaglio che potrai portarti è quello a mano, e che il ceck-in lo dovrai effettuare direttamente sul  sito ryanair, disponibile da 14 giorni a 4 ore prima dell&#8217;orario di partenza previsto. Questo significa che non hai la necessità di recarti  in aereoporto due ore prima come per tutti i voli internazionali, ma basta arrivarci un&#8217;ora in anticipo.  Le misure per il bagaglio  sono indicate sul sito della Ryanair e ti permettono di portare un solo bagaglio a mano (anche la borsa deve essere infilata dentro il bagaglio).<br />
Poi ci sono altre spese che si possono benissimo evitare, come quelle d&#8217;assicurazione, dato che avrai il bagaglio a mano e  puoi benissimo pensarci tu. Per quanto riguarda la zona non so consigliarti invece, ho provato a cercarla su google ma non la trovo.</p>
<p>Spero che queste domande e risposte possano aiutare anche qualcun&#8217;altro che vuole passare qualche bellissimo giorno a Barcellona.</p>
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		<title>Affittare case in Spagna</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 18:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cervellinfuga</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217; attesa di sapere qualcosa dall&#8217; ufficio relazioni internazionali, ogni tanto ci permettiamo il lusso di sognare una piccola abitazione tutta nostra, &#8220;umile ma onesta&#8221; come direbbe Troisi visto che non abbiamo tanti soldi e il pocket money non arriverà entro i primi 45 giorni (chiunque sia italiano capisce che prima del 40esimo giorno non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217; attesa di sapere qualcosa dall&#8217; ufficio relazioni internazionali, ogni tanto ci permettiamo il lusso di sognare una piccola abitazione tutta nostra, <em>&#8220;umile ma onesta&#8221;</em> come direbbe Troisi visto che non abbiamo tanti soldi e il pocket money non arriverà entro i primi 45 giorni (chiunque sia italiano capisce che prima del 40esimo giorno non vedremo un centesimo).</p>
<p>Ovviamente il prezzo delle case varie da città a città. Come una casa a Palermo costa meno che a Milano, anche una casa a Sevilla o Valencia costa meno che a Madrid, ma se sogniamo lo facciamo alla grande e presupponiamo di finire proprio a Madrid. Cercando su google in versione spagnola (google.es) <em>alquiler piso</em> troviamo tra i primi siti <a title="case in affitto in spagna" href="http://www.enalquiler.com/" target="_blank">enalquiler.com</a> e <a title="affitto case spagna" href="http://www.pisosyalquiler.com/" target="_blank">pisosyalquiler.com</a>; in entrambi i siti è possibile scegliere la città, il tetto massimo di spesa al mese e il tipo di appartamento.<br />
Nel nostro caso dobbiamo cercare un <em>piso </em>(appartamento) e non una <em>habitaciòn </em>(stanza) e nemmeno un <em>dùplex </em>(casa su due piani e non bilocale!).</p>
<p>Il primo sito ha come tetto massimo un minimo di 500€, ma permette di scegliere tra le varie zone della città, per esempio cercando un piso a Madrid (Provincia: Madrid; Poblaciòn: Madrid) ammobiliato (<em>equipado/amueblado</em>) trovo 3 case di cui una sola corredata di foto.<br />
Vediamo la più conveniente: 450€, spese di condominio (<em><span>Gastos de comunidad</span></em>) incluse, 50mq, pianterreno, in zona ben collegata ma senza riscaldamenti.</p>
<p>Il secondo sito invece permette di cercare case anche a meno di 500€: la maggior parte delle offerte sono case condivise (<em>compartidos</em>) con altri studenti o lavoratori, ma non permette di cercare in che zona affittare.<br />
La migliore offerta qui è sempre 450€, 65 mq in zona con verde, piscina e spazio giochi per bambini, si evince che ci sia un posto auto e un portiere o comunque la vigilanza, ma&#8230; c&#8217;è sempre un ma! si trova a Guadarrama in provincia di Madrid, infatti se poi la ricerchiamo su enalquiler la ritroviamo.</p>
<p>Ripetiamo l&#8217;esperimento, utilizzando stavolta solo il primo sito, cercando una casa a Valencia: 360€, 46 mq, sempre ammobiliato, in zona connessa con i vari servizi pubblici (nella zona dell&#8217;ospedale principale) e spese di condominio incluse. Anche questa a pianterreno.</p>
<p>Chissà dove e come sarà il nostro focolare, ma una cosa è sicura: questa ricerca ci ha messo tanto tanto ottimismo perché oramai già a Palermo è difficile trovare casette del genere a questo prezzo (e ammobiliate pure!).</p>
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		<title>2009? Yes, we can!</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 15:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cervellinfuga</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="yes, we can" src="http://norton.files.wordpress.com/2008/12/3056518563_12be4fb1a21.jpg?w=400&amp;h=267" alt="" width="400" height="267" /></p>
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		<title>Barcellona!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 13:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cervellinfuga</dc:creator>
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Barcellona 15-18 novembre. 
Un viaggio che però comincia già molto prima. Quante volte d’estate abbiamo guardato il sito Ryanair cercando delle offerte senza alcun risultato, e invece a settembre, quasi per caso, scopriamo dei voli per Barcellona a 0€ con tasse escluse: 20€ a/r con bagaglio a mano e check-in online, e senza alcune spese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:View>Normal</w:View> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:PunctuationKerning /> <w:ValidateAgainstSchemas /> <w:SaveIfXMLInvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:IgnoreMixedContent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:AlwaysShowPlaceholderText>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables /> <w:SnapToGridInCell /> <w:WrapTextWithPunct /> <w:UseAsianBreakRules /> <w:DontGrowAutofit /> </w:Compatibility> <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> </w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><!--[if !mso]><span class="mceItemObject"   classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id=ieooui></span><br />
<mce:style><!  st1\:*{behavior:url(#ieooui) } --></p>
<p><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Barcellona 15-18 novembre</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Un<span> </span>viaggio che però comincia già molto prima. Quante volte d’estate abbiamo guardato il sito Ryanair cercando delle offerte senza alcun risultato, e invece a settembre, quasi per caso, scopriamo dei voli per Barcellona a 0€ con tasse escluse: 20€ a/r con bagaglio a mano e check-in online, e senza alcune spese di assicurazione, imbarchi prioritari etc.<br />
L’unica pecca di questi voli sono gli aeroporti. Partenza da Trapani, arrivo a Girona.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"> Il passo successivo alla prenotazione del biglietto è stata la prenotazione della pensione.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">La ricerca non è stata facile dato le numerose strutture ricettive di Barcellona: il sito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.barcelona30.com/it/">barcellona30</a></span> offre molte possibilità di scelta, ordinandole per prezzo e luoghi di interesse. Cercando la soluzione più economica abbiamo optato per la <em>Pension</em><em> Norma</em>: stanza doppia, con bagno in camera, per 3 notti 157€. In pratica 26€ a notte per persona con la possibilità di rientrare a qualsiasi ora. Avremmo potuto scegliere qualcosa che costasse meno, ma abbiamo trovato questa molto conveniente data la comodità del bagno in camera.<br />
Raggiungiamo l’aeroporto di Trapani in auto, mentre a Girona la cosa più comoda è acquistare il biglietto “<em>de ida y vuelta</em>” del <em>Barcelona Bus</em>: prezzo 21€ e la biglietteria si trova all’interno dell’area degli arrivi. Inoltre a fianco della biglietteria c’è uno sportello informazioni per i turisti in cui potete prendere una comoda mappa di Barcellona e dei depliant esplicativi sulla sua architettura.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"> Il Barcelona Bus giunge alla Estación Nort, dove è possibile a pochi passi prendere la metro principale, la L1 (linea rossa) alla fermata Arc de trionf. Da lì è possibile raggiungere qualsiasi punto della città, facendo gli opportuni cambi alla stazione di Catalunya.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Prima di partire leggiamo attentamente sul <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.tmb.cat/es_ES/home.jsp">sito dei trasporti TMB</a></span> quali sono le offerte per viaggiare comodamente in metro senza fare necessariamente ogni volta il biglietto.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Scopriamo che è possibile acquistare un biglietto di viaggi illimitati valido per tre giorni al prezzo di 14,20€. Un’altra possibilità è quella di acquistare un abbonamento per 10 viaggi al prezzo di 7,20€. Approfittando del bel tempo, pensiamo che avremmo passato più tempo tra le fantastiche vie della città, anziché spostamenti sotterranei in metro e così optiamo per quest’ultima aggiungendo altri 3 biglietti singoli al costo di 1,30€. Totale per gli spostamenti in metro 11,10€.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Da Arc de Trionf per raggiungere la nostra pensione è necessario fare cambio a Catalunya per prendere la linea verde L3, direzione Trinitat Nova, per scendere poi a Fontana.<br />
La pensione è proprio a due passi<span> </span>dalla fermata metro e la troviamo con molta facilità. La zona, Gran de Gràcia, è una zona ricca di negozi e locali, vicino Passeig de Gràcia, dove sono situati i principali luoghi di nostro interesse, Casa Milà (conosciuta come la  Pedrera) e Casa Batllò.<br />
La Pension Norma ha un ingresso molto piccolo e numerosi gradini da salire, che a prima vista potrebbero far pensare ad una bettola; in realtà, ci lascia sorpresi per la sua comodità e la pulizia, ma anche per la disponibilità del personale. Il tempo di posare i nostri bagagli e subito siamo pronti per il nostro primo giorno di avventura. La nostra prima tappa è Plaça Espanya che si raggiunge con la L3, direzione Universitat. Lì ad attenderci la   Font Màgica, pronta a mostrarsi in tutta la sua bellezza con giochi d’acqua, luci e musiche. Siamo fortunati, questo spettacolo è possibile vederlo solo nel week-end fino alle 21 e noi di certo non ce lo volevamo perdere. Uno spettacolo che coinvolge migliaia di turisti, e non solo. Una danza d’acqua sulle note di grandi successi come i Queen. E se proprio loro hanno dedicato una canzone a questa fantastica città ci sarà sicuramente un motivo. Terminato lo spettacolo ci dirigiamo verso La Rambla, perdendoci prima tra le stradine del Barri Gotic, per poi giungere a Plaça Catalunya ed entrare all’Hard Rock Cafè. Il sabato la metro rimane aperta tutta la notte, mentre negli altri giorni chiude a mezzanotte e il venerdì alle due. Con un po’ di stanchezza ritorniamo alla pensione, così da poterci alzare presto l’indomani ed affrontare una lunga giornata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Domenica 16: il nostro itinerario prevede visita alla Pedrera e poi dritti a Barceloneta per prendere la teleferica per Montjuic. La Pedrera è a cinque minuti dalla pensione, ma prima ci perdiamo un po’ ammirando i meravigliosi edifici tra Passeig de Gràcia e Avinguda Diagonal, come la Casa de les Punxes. Giunti alla Pedrera ci aspetta un po’ di fila, piuttosto veloce: prezzo del biglietto 5,50€ con lo sconto per studenti (prezzo intero 8€ circa), con audio guida inclusa e la bellissima possibilità di scattare fotografie. Al quarto piano un “classico” appartamento con soggiorno, camera da letto, cucina, camera dei bambini e bagno. Ad impressionarci sono le forme, morbide, e le finestre, che permettono alla luce di entrare e illuminare tutte le stanze. Al quinto piano un vero e proprio museo con i plastici delle opere di Gaudì, le spiegazioni della sua architettura, in particolare degli archi catenari, e l’esposizione degli elementi naturali da cui prende ispirazione: nidi d’api per le torri della Sagrada Famiglia, scheletri di pitone, pannocchie… E poi il tetto. Comignoli in vetro riciclato e in ceramica, scale che ricordano molto le collinette con il loro sali e scendi, e una vista mozzafiato su tutta la città. Pienamente soddisfati e appagati della visita, ci dirigiamo verso Barceloneta. La giornata è bellissima e sulle spiagge sono tantissime le persone che si scaldano sotto il sole, che vanno in bicicletta, sui pattini o sullo skate. Decidiamo di pranzare in uno dei tanti locali che troviamo per strada, intenti a mangiare qualcosa di tipico. La nostra scelta ricade su un bar-ristorante che fuori ha esposto “chocolate con churros”. Prendiamo un primo da dividere in due che ci soddisfa abbondantemente, con una Heineken piccola e poi due “chocolates y churros”: il tutto alla cifra di 25€ che ci sembra un po’ esagerato. Prima, ma non ultima, piccola fregatura per turisti. La seconda (stavolta ultima per fortuna) è la teleferica. Secondo le nostre informazioni il costo del biglietto di andata doveva essere di 5€ e ci avrebbe dovuto portare direttamente al castello di Montjuic. In realtà, abbiamo speso 9€ l’uno e ci ha condotti al Miramar de Montjuic. Tutto per una semplice confusione fra la Teleferica Aeri, quella che abbiamo preso noi, e la  Teleferic de Montjuic che, invece si prende dalla estación Parc de Montjuic. Nonostante il prezzo del biglietto, ci conforta la vista di Barcellona dall’alto, che ci permette di fare delle bellissime fotografie. Concluso il nostro viaggio con la teleferica, riscendiamo per Poble Sec e ci rechiamo alla pensione per un piccolo riposino e per prendere delle giacche più pesanti. Cena da Burger King, giusto per farci un po’ di bene, e poi di nuovo per La Rambla e Barri Gotic. Bravissimi gli artisti di strada: l’indiano con il mondo sulle spalle, l’uomo albero, chitarristi e il burattino “mi amoooor, besame”. A Plaça del Rei ammiriamo dall’esterno la  Iglesia de Santa Maria del Pi, con il rosone più grande del mondo, almeno per quello che ci dice la nostra guida. Dinanzi la Chiesa un piccolo mercatino di prodotti tipici, con miele, caramelle, ceramiche, essenze. Proseguendo per le tipiche stradine del quartiere medievale giungiamo alla Catedral de Sant’Eulalia, bellissima, ma in restaurazione. Per tutte le vie del quartiere musicisti di strada che creavano una bellissima atmosfera con le loro note.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Lunedì 17: Casa Batllò, Sagrada Familia e Parc Guell.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Raggiungiamo casa Batllò a piedi, che come la Pedrera si trova sul Passeig de Gracia. Il costo del biglietto è di 13,20€ con lo sconto studenti. Visitabile il primo piano e il tetto, raggiungibile a piedi o con l’ascensore.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Al primo piano è possibile visitare le stanze di un lussuoso appartamento dove fa da padrona la luce naturale che pervade la casa grazie alle numerose e grandi finestre.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Come a casa Milà le pareti non sono mai dritte, ma ondeggianti quasi a sentirsi immersi nel mare.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Il pozzo di luce è una vera e propria opera d’arte. Piastrelle bianche e azzurre, che diventano sempre più scure man mano che si sale, mentre le finestre si fanno via via più piccole.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">La vera meraviglia di questa casa sono le decorazioni del terrazzo accessibile dal primo piano e del tetto. I numerosi comignoli in ceramica colorata e il dorso del drago riqualificano un tetto che di per sé non è un granché.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Da casa Batllò arrivare alla Sagrada Familia può risultare più che una piacevole passeggiata tra le vie meno trafficate dai turisti.<br />
La Sagrada</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"> è una vera e propria esperienza, così come avrebbe voluto che fosse Gaudì. La sua maestosità e la ricchezza di particolari possono dare una sensazione di confusione, ma osservarla attentamente non è di certo tempo perso. Composta da tre facciate, in cui vengono rappresentate la nascita, la vita e la passione di Cristo, si può definire con le sue sculture un tempio della simbologia cristiana. Bellissime quelle che rappresentano il bacio di Giuda e il Cristo in croce. È stato un vero e proprio peccato non avere avuto la possibilità di vederla anche all’interno.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Dopo la  Sagrada, il bus 24 ci ha portati ai piedi del Parc Güell. Il giardino inglese progettato da Gaudì sembra uscire dal mondo delle fiabe, con i ponti che si mescolano alla vegetazione e le casette di marzapane. Anche dentro al parco troviamo artisti che suonano approfittando dell’eccezionale acustica dei luoghi.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Anche qui, nel Parc Güell, le composizioni di ceramica colorata fanno da padrona, dando vita ai particolari più famosi di questo parco: la salamandra e le panchine sul bordo del terrazzo, dal quale è possibile godere di un favoloso panorama.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Di nuovo bus 24 e dritti a casa per un riposino e per preparare le valigie. Decidiamo di cenare da FrescCo, uno di quei ristoranti che offrono la possibilità di un buffet libero a prezzo fisso: 9,95€ per dare sfogo alla nostra golosità, nonostante la qualità non sia delle migliori.<br />
Prima di tornare a casa, un piccolo locale vicino il museo delle cere: “il bosco delle fate” suggestivo per l’ambiente naturale ricreato al suo interno, fatto di alberi, rocce e piccoli stagni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:View>Normal</w:View> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:PunctuationKerning /> <w:ValidateAgainstSchemas /> <w:SaveIfXMLInvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:IgnoreMixedContent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:AlwaysShowPlaceholderText>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables /> <w:SnapToGridInCell /> <w:WrapTextWithPunct /> <w:UseAsianBreakRules /> <w:DontGrowAutofit /> </w:Compatibility> <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> </w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--> <!--[if gte mso 10]><br />
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<p><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.4pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 8pt; font-family: Tahoma;">Barcellona, con le sue case fantastiche, con parchi fiabeschi è una delle città europee più adatte a vivere per qualche giorno immerso nelle favole, staccando dalla vita quotidiana e vivere esperienze estetiche incredibili. Il modernismo catalano svolge un ruolo principale in questa sensazione e il suo maggiore esponente, Gaudì, ha regalato, come se l’avesse presagito, un’oasi per il relax per l’intero continente.</span><span style="font-size: 8pt; font-family: Tahoma;">Non è poi solo l’architettura a rendere Barcellona una città interessante per i turisti, che spesso visitano questa città per la sua fama di essere la capitale della “movida” spagnola. La vita notturna della rambla e dei locali nelle vie che confluiscono in essa merita certamente questa fama, ma anche il turista meno attento all’arte e all’architettura non può tornare a casa senza ricordare certi particolari architettonici-urbanistici di questa città con una delle reti metropolitani più importati d’Europa.</span><span style="font-size: 8pt; font-family: Tahoma;">Inoltre l’intera storia della Catalogna, in particolare nel periodo franchista, e i movimenti indipendentisti, rendono questa città interessante a 360°.<br />
L’unica pecca a mio avviso: troppi locali ad hoc per turisti e soprattutto troppi italiani!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"><em><span style="font-size: 8pt; font-family: Tahoma;">Michele</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"><em><span style="font-size: 8pt; font-family: Tahoma;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.4pt;"><span style="font-size: 8pt; font-family: Tahoma;">Barcelona &#8211; Such a beautiful horizon<br />
Barcelona &#8211; Like a jewel in the sun<br />
</span><span style="font-size: 8pt; font-family: Tahoma;">Por ti sere gaviota de tu bella mar</span><span style="font-size: 8pt; font-family: Tahoma;"><br />
Barcelona &#8211; </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Tahoma;">Suenan las campanas</span><span style="font-size: 8pt; font-family: Tahoma;"><br />
Barcelona &#8211; </span><span style="font-size: 8pt; font-family: Tahoma;">Abre tus puertas al mundo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.4pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 8pt; font-family: Tahoma;">Queste sono le meravigliose parole di “Barcelona” dei Queen. Barcellona, come un gioiello al sole. Più che una città, sembra essere un’opera d’arte a cielo aperto. Più volte ho nascosto le lacrime dinanzi allo spettacolo che mi si offriva, perchè questa magica città è in grado di regalarti emozioni pure. E noi abbiamo cercato di respirarle fino in fondo. Non credo che il nostro racconto di viaggio possa rendere giustizia alla bellezza della città, non credo che ci siano parole per raccontare l’arte e le sensazioni che regala. Per quanto il nostro racconto ha voluto essere il più dettagliato possibile, non potrà mai raccontarvi cos’è stata per noi Barcellona. E’ una città che va vissuta, che ha le sue caratteristiche, come tutte le città del mondo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.4pt; text-align: right;" align="right"><em><span style="font-size: 8pt; font-family: Tahoma;">Donatella</span></em><em></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ciao mondo!</title>
		<link>http://cervellinfuga.altervista.org/wordpress/2008/11/13/ciao-mondo-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 17:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cervellinfuga</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Palermo. Tredici novembre duemilaotto. Sulle strade vediamo tanti manifesti nei quali più o meno è scritto: “I turisti arrivano curiosi, facciamoli tornare con entusiasmo”. Si sa, Palermo è una città bellissima, come bellissima è la Sicilia intera. Mare e spiagge, e montagne. E tante tradizioni. Tutto ci porta ad amare la nostra isola.
Noi siamo due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Palermo. Tredici novembre duemilaotto. Sulle strade vediamo tanti manifesti nei quali più o meno è scritto: “I turisti arrivano curiosi, facciamoli tornare con entusiasmo”. Si sa, Palermo è una città bellissima, come bellissima è la Sicilia intera. Mare e spiagge, e montagne. E tante tradizioni. Tutto ci porta ad amare la nostra isola.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Noi siamo due giovani siciliani, curiosi di scoprire questa terra e man mano che la esploriamo abbiamo sempre meno entusiasmo di rimanerci.<br />
La campagna pubblicitaria in realtà vuole essere educativa, visti i numerosi scippi ai turisti, però noi la parola entusiasmo riusciamo a collegarla male con questa città, a meno che non la si veda solo da fuori, con gli occhi dei turisti appunto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Siamo due giovani siciliani e un po’ come ogni siciliano il nostro animo è diviso fra l’orgoglio e la vergogna di esserlo. Perché, se è pur vero che la nostra terra è potenzialmente piena di ricchezze da offrire, altrettanto vero è che a noi giovani offre ben poco per costruirci un futuro e realizzarci. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">L’Italia è in crisi, non solo economicamente, ma anche socialmente, moralmente. Ogni governo che sia di destra o di fantomatica sinistra dà il suo colpo di pala per scavarci la fossa e lo fa con una bella riforma al sistema dell’istruzione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Lo sanno tutti e le dittature ce lo hanno insegnato, il primo passo per l’assoggettazione di un popolo è la manipolazione della sua istruzione e della conseguente cultura.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">E capita anche per caso che due giovani neolaureati si incontrino e scoprano di avere entrambi lo stesso sogno: andare in Spagna.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Un sogno che sarà non più il sogno di Michele e il sogno di Donatella, ma il loro sogno, quello per cui lotteranno insieme ogni giorno, affinché diventi realtà. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Cervellinfuga non perché abbiamo la presunzione di essere due cervelloni. Semplicemente perché siamo due persone con tante ambizioni e tante idee e riteniamo di avere tutte le capacità per poterle realizzare e, soprattutto, pensiamo di avere anche tanto da offrire alla società.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">E non abbiamo nemmeno l’illusione che la  Spagna sia la nostra America. Piuttosto crediamo che, al contrario del nostro Paese, offra più opportunità ai giovani e noi lì vogliamo andare per vivere e costruire il nostro futuro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">Tra quarantotto ore cammineremo per le strade spagnole, insieme, per la prima volta, e nelle nostre piccole menti ci sarà già spazio per il primo post di fuga. Una fuga di quattro giorni. E racconteremo poi la  Spagna, politicamente e socialmente, vista qui dall’Italia, per poi continuare una volta che saremo lì a raccontarvela e, magari, raccontare come viene visto il nostro Paese dagli spagnoli.</span></p>
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