2009? Yes, we can!

Barcellona!

Barcellona 15-18 novembre.

Un viaggio che però comincia già molto prima. Quante volte d’estate abbiamo guardato il sito Ryanair cercando delle offerte senza alcun risultato, e invece a settembre, quasi per caso, scopriamo dei voli per Barcellona a 0€ con tasse escluse: 20€ a/r con bagaglio a mano e check-in online, e senza alcune spese di assicurazione, imbarchi prioritari etc.
L’unica pecca di questi voli sono gli aeroporti. Partenza da Trapani, arrivo a Girona.
Il passo successivo alla prenotazione del biglietto è stata la prenotazione della pensione.La ricerca non è stata facile dato le numerose strutture ricettive di Barcellona: il sito barcellona30 offre molte possibilità di scelta, ordinandole per prezzo e luoghi di interesse. Cercando la soluzione più economica abbiamo optato per la Pension Norma: stanza doppia, con bagno in camera, per 3 notti 157€. In pratica 26€ a notte per persona con la possibilità di rientrare a qualsiasi ora. Avremmo potuto scegliere qualcosa che costasse meno, ma abbiamo trovato questa molto conveniente data la comodità del bagno in camera.
Raggiungiamo l’aeroporto di Trapani in auto, mentre a Girona la cosa più comoda è acquistare il biglietto “de ida y vuelta” del Barcelona Bus: prezzo 21€ e la biglietteria si trova all’interno dell’area degli arrivi. Inoltre a fianco della biglietteria c’è uno sportello informazioni per i turisti in cui potete prendere una comoda mappa di Barcellona e dei depliant esplicativi sulla sua architettura.
Il Barcelona Bus giunge alla Estación Nort, dove è possibile a pochi passi prendere la metro principale, la L1 (linea rossa) alla fermata Arc de trionf. Da lì è possibile raggiungere qualsiasi punto della città, facendo gli opportuni cambi alla stazione di Catalunya.Prima di partire leggiamo attentamente sul sito dei trasporti TMB quali sono le offerte per viaggiare comodamente in metro senza fare necessariamente ogni volta il biglietto.Scopriamo che è possibile acquistare un biglietto di viaggi illimitati valido per tre giorni al prezzo di 14,20€. Un’altra possibilità è quella di acquistare un abbonamento per 10 viaggi al prezzo di 7,20€. Approfittando del bel tempo, pensiamo che avremmo passato più tempo tra le fantastiche vie della città, anziché spostamenti sotterranei in metro e così optiamo per quest’ultima aggiungendo altri 3 biglietti singoli al costo di 1,30€. Totale per gli spostamenti in metro 11,10€.Da Arc de Trionf per raggiungere la nostra pensione è necessario fare cambio a Catalunya per prendere la linea verde L3, direzione Trinitat Nova, per scendere poi a Fontana.
La pensione è proprio a due passi dalla fermata metro e la troviamo con molta facilità. La zona, Gran de Gràcia, è una zona ricca di negozi e locali, vicino Passeig de Gràcia, dove sono situati i principali luoghi di nostro interesse, Casa Milà (conosciuta come la Pedrera) e Casa Batllò.
La Pension Norma ha un ingresso molto piccolo e numerosi gradini da salire, che a prima vista potrebbero far pensare ad una bettola; in realtà, ci lascia sorpresi per la sua comodità e la pulizia, ma anche per la disponibilità del personale. Il tempo di posare i nostri bagagli e subito siamo pronti per il nostro primo giorno di avventura. La nostra prima tappa è Plaça Espanya che si raggiunge con la L3, direzione Universitat. Lì ad attenderci la Font Màgica, pronta a mostrarsi in tutta la sua bellezza con giochi d’acqua, luci e musiche. Siamo fortunati, questo spettacolo è possibile vederlo solo nel week-end fino alle 21 e noi di certo non ce lo volevamo perdere. Uno spettacolo che coinvolge migliaia di turisti, e non solo. Una danza d’acqua sulle note di grandi successi come i Queen. E se proprio loro hanno dedicato una canzone a questa fantastica città ci sarà sicuramente un motivo. Terminato lo spettacolo ci dirigiamo verso La Rambla, perdendoci prima tra le stradine del Barri Gotic, per poi giungere a Plaça Catalunya ed entrare all’Hard Rock Cafè. Il sabato la metro rimane aperta tutta la notte, mentre negli altri giorni chiude a mezzanotte e il venerdì alle due. Con un po’ di stanchezza ritorniamo alla pensione, così da poterci alzare presto l’indomani ed affrontare una lunga giornata.

Domenica 16: il nostro itinerario prevede visita alla Pedrera e poi dritti a Barceloneta per prendere la teleferica per Montjuic. La Pedrera è a cinque minuti dalla pensione, ma prima ci perdiamo un po’ ammirando i meravigliosi edifici tra Passeig de Gràcia e Avinguda Diagonal, come la Casa de les Punxes. Giunti alla Pedrera ci aspetta un po’ di fila, piuttosto veloce: prezzo del biglietto 5,50€ con lo sconto per studenti (prezzo intero 8€ circa), con audio guida inclusa e la bellissima possibilità di scattare fotografie. Al quarto piano un “classico” appartamento con soggiorno, camera da letto, cucina, camera dei bambini e bagno. Ad impressionarci sono le forme, morbide, e le finestre, che permettono alla luce di entrare e illuminare tutte le stanze. Al quinto piano un vero e proprio museo con i plastici delle opere di Gaudì, le spiegazioni della sua architettura, in particolare degli archi catenari, e l’esposizione degli elementi naturali da cui prende ispirazione: nidi d’api per le torri della Sagrada Famiglia, scheletri di pitone, pannocchie… E poi il tetto. Comignoli in vetro riciclato e in ceramica, scale che ricordano molto le collinette con il loro sali e scendi, e una vista mozzafiato su tutta la città. Pienamente soddisfati e appagati della visita, ci dirigiamo verso Barceloneta. La giornata è bellissima e sulle spiagge sono tantissime le persone che si scaldano sotto il sole, che vanno in bicicletta, sui pattini o sullo skate. Decidiamo di pranzare in uno dei tanti locali che troviamo per strada, intenti a mangiare qualcosa di tipico. La nostra scelta ricade su un bar-ristorante che fuori ha esposto “chocolate con churros”. Prendiamo un primo da dividere in due che ci soddisfa abbondantemente, con una Heineken piccola e poi due “chocolates y churros”: il tutto alla cifra di 25€ che ci sembra un po’ esagerato. Prima, ma non ultima, piccola fregatura per turisti. La seconda (stavolta ultima per fortuna) è la teleferica. Secondo le nostre informazioni il costo del biglietto di andata doveva essere di 5€ e ci avrebbe dovuto portare direttamente al castello di Montjuic. In realtà, abbiamo speso 9€ l’uno e ci ha condotti al Miramar de Montjuic. Tutto per una semplice confusione fra la Teleferica Aeri, quella che abbiamo preso noi, e la Teleferic de Montjuic che, invece si prende dalla estación Parc de Montjuic. Nonostante il prezzo del biglietto, ci conforta la vista di Barcellona dall’alto, che ci permette di fare delle bellissime fotografie. Concluso il nostro viaggio con la teleferica, riscendiamo per Poble Sec e ci rechiamo alla pensione per un piccolo riposino e per prendere delle giacche più pesanti. Cena da Burger King, giusto per farci un po’ di bene, e poi di nuovo per La Rambla e Barri Gotic. Bravissimi gli artisti di strada: l’indiano con il mondo sulle spalle, l’uomo albero, chitarristi e il burattino “mi amoooor, besame”. A Plaça del Rei ammiriamo dall’esterno la Iglesia de Santa Maria del Pi, con il rosone più grande del mondo, almeno per quello che ci dice la nostra guida. Dinanzi la Chiesa un piccolo mercatino di prodotti tipici, con miele, caramelle, ceramiche, essenze. Proseguendo per le tipiche stradine del quartiere medievale giungiamo alla Catedral de Sant’Eulalia, bellissima, ma in restaurazione. Per tutte le vie del quartiere musicisti di strada che creavano una bellissima atmosfera con le loro note.

Lunedì 17: Casa Batllò, Sagrada Familia e Parc Guell.Raggiungiamo casa Batllò a piedi, che come la Pedrera si trova sul Passeig de Gracia. Il costo del biglietto è di 13,20€ con lo sconto studenti. Visitabile il primo piano e il tetto, raggiungibile a piedi o con l’ascensore.Al primo piano è possibile visitare le stanze di un lussuoso appartamento dove fa da padrona la luce naturale che pervade la casa grazie alle numerose e grandi finestre.Come a casa Milà le pareti non sono mai dritte, ma ondeggianti quasi a sentirsi immersi nel mare.Il pozzo di luce è una vera e propria opera d’arte. Piastrelle bianche e azzurre, che diventano sempre più scure man mano che si sale, mentre le finestre si fanno via via più piccole.La vera meraviglia di questa casa sono le decorazioni del terrazzo accessibile dal primo piano e del tetto. I numerosi comignoli in ceramica colorata e il dorso del drago riqualificano un tetto che di per sé non è un granché.Da casa Batllò arrivare alla Sagrada Familia può risultare più che una piacevole passeggiata tra le vie meno trafficate dai turisti.
La Sagrada
è una vera e propria esperienza, così come avrebbe voluto che fosse Gaudì. La sua maestosità e la ricchezza di particolari possono dare una sensazione di confusione, ma osservarla attentamente non è di certo tempo perso. Composta da tre facciate, in cui vengono rappresentate la nascita, la vita e la passione di Cristo, si può definire con le sue sculture un tempio della simbologia cristiana. Bellissime quelle che rappresentano il bacio di Giuda e il Cristo in croce. È stato un vero e proprio peccato non avere avuto la possibilità di vederla anche all’interno.Dopo la Sagrada, il bus 24 ci ha portati ai piedi del Parc Güell. Il giardino inglese progettato da Gaudì sembra uscire dal mondo delle fiabe, con i ponti che si mescolano alla vegetazione e le casette di marzapane. Anche dentro al parco troviamo artisti che suonano approfittando dell’eccezionale acustica dei luoghi.Anche qui, nel Parc Güell, le composizioni di ceramica colorata fanno da padrona, dando vita ai particolari più famosi di questo parco: la salamandra e le panchine sul bordo del terrazzo, dal quale è possibile godere di un favoloso panorama.Di nuovo bus 24 e dritti a casa per un riposino e per preparare le valigie. Decidiamo di cenare da FrescCo, uno di quei ristoranti che offrono la possibilità di un buffet libero a prezzo fisso: 9,95€ per dare sfogo alla nostra golosità, nonostante la qualità non sia delle migliori.
Prima di tornare a casa, un piccolo locale vicino il museo delle cere: “il bosco delle fate” suggestivo per l’ambiente naturale ricreato al suo interno, fatto di alberi, rocce e piccoli stagni.

Barcellona, con le sue case fantastiche, con parchi fiabeschi è una delle città europee più adatte a vivere per qualche giorno immerso nelle favole, staccando dalla vita quotidiana e vivere esperienze estetiche incredibili. Il modernismo catalano svolge un ruolo principale in questa sensazione e il suo maggiore esponente, Gaudì, ha regalato, come se l’avesse presagito, un’oasi per il relax per l’intero continente.Non è poi solo l’architettura a rendere Barcellona una città interessante per i turisti, che spesso visitano questa città per la sua fama di essere la capitale della “movida” spagnola. La vita notturna della rambla e dei locali nelle vie che confluiscono in essa merita certamente questa fama, ma anche il turista meno attento all’arte e all’architettura non può tornare a casa senza ricordare certi particolari architettonici-urbanistici di questa città con una delle reti metropolitani più importati d’Europa.Inoltre l’intera storia della Catalogna, in particolare nel periodo franchista, e i movimenti indipendentisti, rendono questa città interessante a 360°.
L’unica pecca a mio avviso: troppi locali ad hoc per turisti e soprattutto troppi italiani!

Michele

Barcelona – Such a beautiful horizon
Barcelona – Like a jewel in the sun
Por ti sere gaviota de tu bella mar
Barcelona –
Suenan las campanas
Barcelona –
Abre tus puertas al mundo

Queste sono le meravigliose parole di “Barcelona” dei Queen. Barcellona, come un gioiello al sole. Più che una città, sembra essere un’opera d’arte a cielo aperto. Più volte ho nascosto le lacrime dinanzi allo spettacolo che mi si offriva, perchè questa magica città è in grado di regalarti emozioni pure. E noi abbiamo cercato di respirarle fino in fondo. Non credo che il nostro racconto di viaggio possa rendere giustizia alla bellezza della città, non credo che ci siano parole per raccontare l’arte e le sensazioni che regala. Per quanto il nostro racconto ha voluto essere il più dettagliato possibile, non potrà mai raccontarvi cos’è stata per noi Barcellona. E’ una città che va vissuta, che ha le sue caratteristiche, come tutte le città del mondo.

Donatella

Ciao mondo!

Palermo. Tredici novembre duemilaotto. Sulle strade vediamo tanti manifesti nei quali più o meno è scritto: “I turisti arrivano curiosi, facciamoli tornare con entusiasmo”. Si sa, Palermo è una città bellissima, come bellissima è la Sicilia intera. Mare e spiagge, e montagne. E tante tradizioni. Tutto ci porta ad amare la nostra isola.

Noi siamo due giovani siciliani, curiosi di scoprire questa terra e man mano che la esploriamo abbiamo sempre meno entusiasmo di rimanerci.
La campagna pubblicitaria in realtà vuole essere educativa, visti i numerosi scippi ai turisti, però noi la parola entusiasmo riusciamo a collegarla male con questa città, a meno che non la si veda solo da fuori, con gli occhi dei turisti appunto.

Siamo due giovani siciliani e un po’ come ogni siciliano il nostro animo è diviso fra l’orgoglio e la vergogna di esserlo. Perché, se è pur vero che la nostra terra è potenzialmente piena di ricchezze da offrire, altrettanto vero è che a noi giovani offre ben poco per costruirci un futuro e realizzarci.

L’Italia è in crisi, non solo economicamente, ma anche socialmente, moralmente. Ogni governo che sia di destra o di fantomatica sinistra dà il suo colpo di pala per scavarci la fossa e lo fa con una bella riforma al sistema dell’istruzione.

Lo sanno tutti e le dittature ce lo hanno insegnato, il primo passo per l’assoggettazione di un popolo è la manipolazione della sua istruzione e della conseguente cultura.

E capita anche per caso che due giovani neolaureati si incontrino e scoprano di avere entrambi lo stesso sogno: andare in Spagna.

Un sogno che sarà non più il sogno di Michele e il sogno di Donatella, ma il loro sogno, quello per cui lotteranno insieme ogni giorno, affinché diventi realtà.

Cervellinfuga non perché abbiamo la presunzione di essere due cervelloni. Semplicemente perché siamo due persone con tante ambizioni e tante idee e riteniamo di avere tutte le capacità per poterle realizzare e, soprattutto, pensiamo di avere anche tanto da offrire alla società.

E non abbiamo nemmeno l’illusione che la Spagna sia la nostra America. Piuttosto crediamo che, al contrario del nostro Paese, offra più opportunità ai giovani e noi lì vogliamo andare per vivere e costruire il nostro futuro.

Tra quarantotto ore cammineremo per le strade spagnole, insieme, per la prima volta, e nelle nostre piccole menti ci sarà già spazio per il primo post di fuga. Una fuga di quattro giorni. E racconteremo poi la Spagna, politicamente e socialmente, vista qui dall’Italia, per poi continuare una volta che saremo lì a raccontarvela e, magari, raccontare come viene visto il nostro Paese dagli spagnoli.