E sono trascorsi due mesi da quando anche io sono arrivata a Málaga. E oggi è il primo giorno d’estate. Dovremmo essere a mare, ma il caldo e la voglia di oziare tutto il giorno hanno avuto la meglio. E anche se è una domenica pomeriggio e non sto facendo nulla di particolare, sono FELICE. Ed è inutile spiegare i motivi, non è necessario.
Questo blog è nato perchè volevamo raccontare il nostro sogno e la nostra corsa verso di esso. È nato per raccontarvi la Spagna vista dagli italiani, ma anche l’Italia vista dagli spagnoli (e qui ce ne sarebbe da scrivere). È nato per raccontare le nostre esperienze ed è quello che faremo, sperando di farlo con più costanza di quanto abbiamo fatto fino ad adesso. Málaga non è una città grandissima, ma ha sicuramente tanta voglia di crescere, tanto che è candidata ad essere la capitale europea della cultura nel 2016. È una città sempre in movimento, di giorno e di notte. Se giri per le strade e per i locali, a partire dalle 13 fino a notte inoltrata, sembra che la crisi qui sia l’ultimo dei problemi dei malagueni. I bar sono sempre pieni. Ed io che pensavo che le tapas fossero solo un’invenzione commerciale. Ma quando mai. È uno stile di vita. E per girare di locale in locale non devi avere necessariamente tanti soldi. Con 5 euro puoi andare in tre locali diversi, prendere tre birre e tre tapas. È un modo di socializzare e di distrarsi dai problemi quotidiani. E la gente, mioddio. Io la adoro… mi sembrano tutti pazzi. Non che sia molto diversa da quella di Palermo. Di stranezze che abbiamo visto per strada e che racconteremo ce ne sono tantissime, però ci fanno divertire e sorridere. Come la tipa di un locale in cui siamo stati ieri sera, che sembrava un travestito e ubriaco e che ha una risata fenomenale. Come Angel, che abbiamo conosciuto con un annuncio di intercambio per praticare lo spagnolo, ma che non sa parlare una parola di italiano, però gli piace conoscere la gente. Da raccontare abbiamo tantissime cose, dalla spesa, alle nostre uscite, alla gente che conosciamo, al mercato, alle abitudini della gente, ai piatti strani… Senza perdere di vista l’obiettivo fondamentale che vogliamo raggiungere qua: il lavoro. Nemmeno qui è molto facile trovarne uno, ma vogliamo provarci, sarebbe stupido non farlo e abbandonare proprio adesso.