La comida

Disgusto al supermercato

Disgusto al supermercato

(La comida si traduce letteralmente in italiano con “il  cibo“, ma credo che il modo più fedele per tradurlo sia proprio il palermitano “u manciari“. Chi conosce un po’ delle due lingue capirà la precisazione linguistica.)

Appena arrivato a Màlaga trovai un simpatico professore d’italiano ad accogliermi e ospitarmi i primi giorni e la sera stessa in cui arrivai mi preparò una paella “mangiabile, come la farebbe uno studente”.
Sistemati i bagagli nella stanza andai in cucina per socializzare un po’ e vidi che mise nel microonde due contenitori sigillati che dopo un po’ scoprii essere riso precotto!
Vabbe’ forse da uno scapolone me lo potevo anche aspettare per una paella da preparare in poco tempo e in fondo il sapore non era affatto male, ma onestamente non so se a Palermo si vendano porzioni di riso precotto.

Dopo aver trovato casa, potevo finalmente fare la mia spesa, così ancora una volta sistemo i bagagli e scendo al supermercato più vicino a comprare almeno le cose indispensabili, come la pasta, il sale, l’olio, qualche condimento e l’acqua minerale.
Proprio le cose basilari, no? No!
Cominciamo con la pasta: sapevo benissimo che nessuno mangia tanta pasta quanto noi italiani, avevo pure provato a spiegarlo a mia madre una volta, ma con poco successo. Per lei non si può non mangiare la pasta, se non la mangi a pranzo la devi mangiare la sera, perché la pasta ci vuole!
Così la pasta è la prima cosa che cerco e con grande dispiacere, ma non sorpresa, trovo poco assortimento a prezzi due volte quelli italiani, infatti se il prezzo per pacco è supergiù lo stesso, il pacco qui è da mezzo kilo.
Rassegnandomi compro mezzo kilo di maccheroncini e mezzo di spaghetti (fini!) e mi butto alla ricerca dei condimenti.
La prima cosa che cerco è (ovviamente) il sugo di pomodoro e arrivato allo scaffale comincio a guardare le etichette: Tomate Frito, Tomate Frito, Tomate Frito. Ma tomate che sia normale, senza che sia già soffritto si può avere?
Già qualche anno fa facendo la spesa a Madrid l’ amica che mi ospitava mi aveva detto di non comprarlo perché non è come il nostro sugo, ma è già soffritto, pronto da riscaldare. Ora, il tomate frito è sugo di pomodoro già soffritto e non è detto che questo soffritto debba piacerci come non è detto che debba disgustarci. Io però sono un un po’ viziato a tavola e preferisco non comprarlo, odio aglio e cipolla e potrei non gradire condimenti particolari.
Compro un ragù bolognese barilla, compro italiano e mi metto al sicuro, ma questo non basta, serve almeno del tonno. Tonno che poi scopro troppo duro per farci la pasta (proverò a cambiare marca…).

In casa vivo con la proprietaria e il fidanzato, entrambi spagnoli, e una ragazza francese, anche lei tirocinante,  da cui speravo di apprendere la loro arte culinaria, e invece scopro che cucinano una o due volte alla settimana e poi riscaldano tutto al microonde e l’unico scemo che cucina tutti i giorni, due volte al giorno è il sottoscritto che si fa la pasta a pranzo e la carne la sera, mi pelo le patate e mangio pane… parliamo di pane?
A casa di Victor avevo visto tanto pane, di quello a fette che una volta aperta la busta diventa gomma nel giro di due giorni nonostante la quantità di pane in quella busta sia almeno per due settimane. Anche il pane qui non costa poco; pago cinquanta centesimi un panino poco più grande di una nostro semprefresco e credo di dovermi rassegnare al pane in busta.
Qui in questa casa non ho visto mai nessuno tagliasi due fette di pane.
Fortunatamente le mie prime esplorazioni malagueñe si concentrano nei supermercati e nei centri commerciali e in uno di questi scopro Eroski, un ipermercato che ha di tutto, anche il pomodoro non soffritto, più tipi di pasta in confezioni da un kilo e anche pane in offerta (che io taglio e surgelo).
Purtroppo si proprio di tutto, anche cose che non avrei mai immaginato come il brodo in tetrapack e la salsa pronta per fare la carbonara!
Ora io non sarò un bigazziano, ma la salsa della carbonare già pronta no… e fatta con la panna per giunta… no cari miei spagnoli, questa non ve la perdono, vi farò mangiare io la Carbonara con la C maiuscola!

3 Responses to “La comida”

  1. Voglio la tua carbonara, quella che sai fare solo per me!

  2. Ma com’è che tutti gli italiani all’estero fanno post sul cibo?
    Il brodo in tetrapack pure io lo trovai…

  3. Magari era meglio se assaggiavi il buon cibo spagnolo e non disperavi a cercare quello italiano, già che eri lì. Non dimentichiamo che la cucina spagnola attualmente possiede anche i migliori cuocchi a livelo internazionale: Ferran Adrià, Arzak. Peccato!!!

    La passata di pomodoro si trova benissimo in lattina e si chiama “tomate triturado”, anche i pelati “tomates enteros”

    Ciao

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